"PERCHE’ SCALARE UNA MONTAGNA? PERCHE’
E’ LI’…."
(George L. Mallory)
Mi piace l’idea di titolare la mia piccola autobiografia,
alpinistica e non, con una citazione di George Leigh Mallory,
l’audace e geniale precursore del moderno himalaysmo,
che negli anni venti, sia nelle idee che nelle realizzazioni,
era qualche decennio avanti agli altri. A qualcuno che cercò
di farsi spiegare da lui la ragione del suo ostinarsi sull’Everest,
del perché volesse scalare ad ogni costo la grande
montagna, rispose che lo faceva perché era lì...
quasi che l’esplorarla fosse un dovere, secondo la
miglior tradizione britannica. O che forse intendesse chiudere
un’intervista sciocca con una risposta ovvia?
Dati anagrafici:
Nato a Trieste il 24/11/1945.
Residenza attuale: Milano.
Domicilio montano: Chiesa in Valmalenco, Alpi Retiche.
Sposato, divorziato, risposato, una figlia, Silvia.
Studi:
Maturità classica presso il Liceo-Ginnasio Cesare
Beccaria di Milano.
Laurea in Giurisprudenza presso l’Università
degli Studi di Milano.
Vari corsi di perfezionamento in materie economico-finanziarie
e giuridiche presso Università, aziende e istituzioni
culturali.
Lingue: francese, tedesco, inglese.
Lavoro:
Dirigente d'azienda, oggi consulente.
Interessi extra-alpinistici:
molteplici, sopra tutti i classici della letteratura, la
storia antica e la politica internazionale. Vengo da una
famiglia di “letterati” e sono abituato da sempre
a cibarmi di carta stampata. L’amore per il libro,
inteso come strumento e insieme testimonianza del progresso
umano, è stato l’unico vero insegnamento religioso
che i miei genitori mi hanno dato e del quale sarò
sempre loro riconoscente. Forse per questo i libri di montagna,
e in generale i riferimenti letterari che ad essa riportano,
hanno avuto grande importanza nell’inizio e nello
sviluppo della mia attività alpinistica.
Mi piace pensare alla mia vita come a un percorso esplorativo
dei terreni più svariati, sia in senso geografico,
sia in termini culturali e conoscitivi generali, cioè
senza confini.