»
EUROPA
» Caucaso,
Russia, Repubblica di Kabardino-Balkaria
» 5.642
m - 18.510 ft.
Ebbene sì, non è il Monte Bianco la cima più
alta d’Europa, come credevamo di sapere fin dalle
scuole elementari, ma è l’Elbrus.
Gli abitanti lo chiamano ‘Ash-Gamakho’ che vuol
dire la montagna che porta la felicità.
La prima salita sulla cima est (5.621m) risale al 1868 da
parte della spedizione inglese di Douglas Freshfield, Adolphus
Moore e C.C. Tucker al seguito della guida francese Francoise
Devouassoud. La cima ovest (5.642m), la principale, è
invece stata raggiunta dalla spedizione inglese di W. Moore,
F. Gardiner, F. Cruford Grove, Horace Walker e Pete Knubel
nel 1874.
L'Elbrus è una montagna che, senza essere in sé
particolarmente bella, come capita a quasi tutti i vulcani
spenti, ha un'attrattiva particolare: è nel Caucaso,
una catena montuosa il cui solo nome evoca sensazioni fascinose,
confine tra Europa e Asia, punto d'incontro tra civiltà,
religioni e culture, periferia meridionale dello sterminato
impero russo... E' anche, grazie alla sua ragguardevole
altezza, un impareggiabile belvedere sull' intera catena,
uno dei punti panoramici più belli che io ricordi.
Se le condizioni d'innevamento lo consentono si sale in
gran parte con gli sci. La grande fatica dei milleseicento
metri di dislivello da superare nel giorno della vetta,
ad una quota ragguardevole (tra 4.000 e 5.642 m), è
compensata dalla gioia, forse un po' virtuale, di essere
sulla cima più alta del Vecchio Continente e dalla
vista incomparabile che si gode.
Il rischio tecnico maggiore della salita si corre nella
primissima parte, che si supera su un'antidiluviana funivia,
tutta arrugginita e tenuta insieme dal filo di ferro. La
discesa, in compenso, è una delle più belle
e lunghe sciate fuori pista che sia dato di fare.
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